Tommaso Maccagni
Pubblicato in data 04 giugno 2026, ore 13:55
“Ceci n’est pas une feuille” è il titolo dell’installazione con cui la classe 3ES del Liceo Scientifico Volta ha vinto il CONTEST “ART AT TIMES 2026” bandito dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il tema di questa edizione è stato l’arte fuori dai musei.
Il nostro intervento artistico è stato pensato come opera effimera e interattiva, allestita in Piazza Albarello, dove abbiamo “adottato” l’albero che fa ombra alla targa dedicata agli autori Carlo Fruttero e Franco Lucentini, famosi anche per le loro riflessioni sulla bruttezza di certi complessi edilizi moderni e sull’anonimato dei quartieri di periferia, proponendoci l’intento di lasciare un segno che parlasse non di bruttezza ma di bellezza. Ai rami dell’albero abbiamo appeso delle sagome di foglie di varie forme e colori, su cui abbiamo scritto una serie di domande che ci siamo posti sul rapporto tra uomo, arte e natura.
Si tratta di quesiti che non cercano una risposta univoca, ma che invitano alla riflessione, aprendo uno spazio di confronto sul nostro rapporto con il pianeta e con ciò che ci circonda. Ecco alcuni esempi:
“Estinguersi è una forma d’arte estrema?”
“Che promessa faresti alla terra?”
“Che madre è la natura?”
“L’arte è più in sintonia con l’uomo o con la natura?”
“Se questa città fosse un bosco saresti più un’ascia o un albero?”
“Le opere d’arte fatte con la natura sono naturali o umane?”
“In fondo la natura non è un’opera d’arte da preservare?”
“Quale opera rappresenta al meglio la natura?”
Una volta installata l’opera, ci siamo soffermati per una metà mattinata a osservare le reazioni dei passanti, molti dei quali hanno avuto la curiosità di avvicinarsi e leggere i nostri quesiti. Alcune persone hanno staccato qualche foglia portandosela con sé, qualcuno ci ha lasciato qualche risposta scritta, altri hanno tirato dritto distrattamente. Proprio questa varietà di reazioni ha reso il nostro intervento interessante.
Con questo progetto abbiamo imparato che fuori dai luoghi istituzionali ci sono tante forme d’arte, effimere e non, abbiamo avuto modo di riflettere sul rapporto tra natura, arte e uomo e compreso quanto sia difficile individuare il confine tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale e quanto l’arte abbia il potere di generare dinamiche relazionali e diventare un efficace mezzo per comunicare.
Stefania Suma


La premiazione alla presenza di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (credit Alberto Nidola)





L’installazione “Ceci n’est pas une feuille” in Piazza Arbarello